Ancona è città di albe e tramonti sul mare, per la sua conformazione i greci la chiamarono ankon, gomito.

Chi la scopre per la prima volta il capoluogo delle Marche dovrebbe tenere a mente le coordinate del suo paesaggio, sapere che dal caratteristico Passetto si gode il sorgere del sole mentre il tramonto sul porto si ammira dal colle Guasco.

Qui spicca la cattedrale di San Ciriaco, un gioiello romanico con elementi gotici e bizantini costruito dove un tempo c’era un tempio dedicato a Venere protettrice della navigazione.

Due leoni in marmo rosso spiccano sulla facciata candida della chiesa e ne sottolineano lo stile essenziale e poderoso.

Gli amanti della natura e dei punti panoramici possono proseguire la passeggiata in cima alla città arrivando al parco del Cardeto, un polmone verde di 35 ettari che ospita anche rovine romane, un antico cimitero ebraico e un suggestivo faro ottocentesco.

Ancona è città di mare e va scoperta anche in questa dimensione.

Percorrendo il grande Viale della Vittoria si arriva al Passetto da cui scende un’ampia scala fino alla spiaggia rocciosa.

Qui si incontrano le grotte che i pescatori scavarono nella pietra a partire dai primi del ‘900 per ricoverare le barche.

Nel corso degli anni sono state trasformate in piccole abitazioni estive e le loro porte colorate sono un tratto pittoresco che rende unica questa spiaggia cittadina.

Il mare circonda anche un altro dei simboli di Ancona, la Mole Vanvitelliana, un ex-lazzaretto di forma pentagonale progettato nel 1734 dall’architetto Vanvitelli come isola artificiale collegata da tre ponti alla città.

Oggi la Mole Vanvitelliana è un polo culturale che accoglie mostre e spettacoli durante tutto l’anno, oltre a essere la sede principale del Festival Adriatico-Mediterraneo, evento di importanza internazionale come luogo di incontro tra la cultura mediterranea e quella dei balcani.

Interessante è anche una visita al Museo Tattile “Omero” ( www.museoomero.it) creato assecondare l’esperienza di “toccare l’arte” esplorando un nuovo tipo di percezione.

Mangiare bene ad Ancona vuol dire conoscere il vocabolario della sua gastronomia tipica: crocette, raguse e bombi sono le diverse tipologie di lumachine di mare tesoro del vero street food anconetano.

Si mangiano “in porchetta” con peperoncino, aglio e finocchietto selvatico presso il chiosco di Morena Baldini a fianco della Fontana delle 13 Cannelle in corso Mazzini.

Per accompagnarle è perfetto un bicchiere di Verdicchio dei Colli di Jesi, un vino bianco profumato che esalta il gusto di queste delizie marinare.

Da più di un secolo sulla centralissima Piazza del Plebiscito, detta anche Piazza del Papa, c’è uno dei templi dell’autentica cucina marchigiana: il ristorante La Moretta ( www.ristorantetrattorialamoretta.com ).

Nel menù spiccano due grandi classici come il brodetto all’anconetana, fatto con dieci tipi di pesce, e lo stoccafisso preparato secondo una ricetta di famiglia del 1897.

 

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