Testimonianze di un passato dalle radici profonde che si estendono su tutto il territorio e gioielli che la natura ha incastonato fra il blu del mare e il verde dell’entroterra, sono questi i preziosi tesori che Crotone offre a chi decide di scoprirla.

La nascita di questa città calabra si perde fra mito e storia.

La leggenda narrata da Ovidio racconta che sua la fondazione si deve all’eroe Ercole, il quale la erse per commemorare la memoria del suo amico Crotone, da lui accidentalmente ferito a morte.

Secondo le ricerche storiche, invece, la sua creazione si deve agli antichi greci, i quali ne gettarono le fondamenta nell’VII secolo a.C. e la fecero diventare uno dei principali centri della Magna Grecia.

Questa terra ha infatti dato i natali al lottatore Milone e ha visto sbocciare e fiorire la scuola pitagorica.

Le tracce della storia si intrecciano saldamente con la contemporaneità, così come oggi in piazza Pitagora si incontrano le nuove strade e gli stretti vicoli della città vecchia, ma è a Capo Colonna che si erge la più importante testimonianza dell’arte risalente al V secolo a.C..

Il promontorio ospita l’unica colonna del Tempio di Hera Lacinia, un tempo parte di una solenne costruzione in stile dorico, e un Museo Archeologico che espone i reperti rinvenuti nella vicina zona di scavo.

Capo Colonna si inserisce all’interno di un contesto che unisce il patrimonio archeologico con quello naturale, nello specifico nell’area marina di Capo Rizzuto.

Crotone infatti si affaccia sul Mar Ionio, in un punto ricco di flora e fauna di tale importanza da aver ricevuto, nel 1991, la definizione di area marina protetta.

Tale area è racchiusa da otto promontori ed entro i suoi confini ospita, fra gli altri, cernie, barracuda, i colorati pesci pappagallo così come diverse specie di ricci, due tipi di stella marina e il sinuoso quanto intelligente polpo.

Durante la primavera non è raro scorgere i delfini e la tartaruga caretta caretta.

L’area protetta è casa anche di un altro punto di interesse storico, ovvero Punta Le Castella.

La località è nota per la presenza di una fortezza bizantina che sembra emergere dalle acque, unica traccia di quello che in tempi remoti è stato un villaggio circondato da cinta murarie.

All’interno della costruzione è stata allestita una sala dalla quale è possibile, grazie all’installazione di telecamere subacquee, ammirare i floridi fondali marini.

Anche volgendo lo sguardo verso la provincia si continuano a scorgere diversi punti di interesse.

Gli amanti della natura apprezzeranno sicuramente le meraviglie del Parco nazionale della Sila, un polmone verde nel quale incamminarsi per ammirare piante rigogliosi e animali come il lupo e la lontra di fiume (specie che si credeva ormai estinta nel territorio).

Cirò Marina è invece rinomata per i resti del tempio di Apollo in stile dorico e per i suoi piatti tipici.

La corona spetta al vino DOC di Cirò, senza però dimenticare la sardella calabrese – conosciuta anche come il caviale del Sud o dei poveri – prodotto a base di salsa di bianchetti, peperoncino rosso e aromi.

 

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