Oggi vi porto alla scoperta del Mate

L’ultima volta abbiamo iniziato a parlare di quando si sente di interiorizzare la cultura del posto dove stiamo viaggiando.

Pensando alla mia ultima esperienza in Argentina c’è una tradizione, quasi comparabile con quella del caffè in Italia o del tè in Inghilterra, che nei miei mesi di permanenza mi ha incuriosito particolarmente e su cui vorrei spendere due parole.

Il Mate: cos’è? Perché parlarne? Che ce ne frega a noi?

Ok, le motivazioni sono molte di più di quelle che immaginate..

La prima è che me lo sono addirittura portato in Italia con la sua apposita borsa e scorte per almeno sei mesi… e ho notato gli sguardi torvi e curiosi della gente sul treno, per non parlare di quando lo offri e le persone non sanno cosa farci.

La seconda è che secondo me rappresenta una componente speciale di alcune culture Sud Americane.

E, siccome non c’è due senza tre, la terza motivazione è che forse un giorno avrete voglia di visitare questi paesi, o incontrerete qualcuno che beve mate per la strada o qualcuno che vuole offrirvelo (potrei essere anche io, perché no?) e allora è sempre meglio essere un minimo informati, così da non perdersi nulla!

Se queste motivazioni vi hanno convinto sufficientemente, adesso posso raccontarvi di che si tratta.

Il Mate è l’infusione preparata con le foglie di erba Mate, una pianta originaria del Sud America. Seguendo lo stesso procedimento del , la yerba Mate è essiccata, tagliata e sminuzzata. Questa yerba si beve bagnandola con dell’acqua calda, non portata ad ebollizione.

È tipico in Argentina ed Uruguay, infatti è impossibile non riconoscerli in vacanza: li troverete sempre con il loro recipiente mate e un thermos di acqua calda!

Dove si mette?

Ha il suo recipiente  (mate o porongo) realizzato con una zucca, oppure in legno o in metallo, che viene usato sia per preparare l’infuso, sia per berlo. Quando si compra un mate nuovo è necessario che venga “curato”, prima di essere utilizzato; per curare il mate bisogna riempirlo di erba, versarvi acqua calda e lasciarlo in infusione per una intera giornata. In questo modo il mate si impregna del sapore dell’erba ed elimina sapori estranei;

E come si beve?

In una bombilla, cioè una specie di cannuccia di metallo, che da un lato ha l’imboccatura e dal lato opposto un filtro per impedire alle foglie di erba mate di entrare nella cannuccia stessa.

L’acqua per l’infuso di solito si mette in un thermos e via via si versa nel recipiente, tutto questo può essere lasciato nella specifica borsa per il mate, così da poter potrarlo sempre con te in ogni situazione.

Ma la cosa più interessante è come si serve. Dimenticate il tè, dimenticate la tazza, dimenticate la “proprietà” e l’esclusività.

 

“Preparare il mate e servirlo”, in spagnolo Cebar mate è un rito guidato dal “cebador” colui che serve il mate.

Dopo essere stato riempito di erba, viene versata sopra l’acqua calda: sempre nello stesso punto, in modo da inumidire solo una parte delle foglie di mate e lasciarne asciutta un’altra parte. Nel punto in cui si è versata l’acqua si inserisce la bombilla, che non va mai spostata!!

Il cebador beve per primo il mate, aspirando l’infuso fino a provocare il tipico rumore che fa una cannuccia quando finisce il liquido aspirato.

(Molto spesso chi non conosce questa tradizione, assaggia l’infuso e lo rimanda indietro, senza finire la sua parte, cosa che altera gli Argentini quasi quanto si alterano gli italiani vedendo la gente tagliare gli spaghetti).

A questo punto aggiunge altra acqua e passa il mate a chi è accanto: chi lo riceve lo beve fino in fondo e lo rende al cebador, che aggiunge altra acqua e lo passa al secondo invitato, poi al terzo… il mate continua a circolare anche per ore!

Si può bere dolce, amaro o aromatizzato.

Bere il mate è un rito quotidiano in quasi tutte le famiglie, negli uffici dove è molto comune vedere professionisti lavorare davanti ai loro computer con un mate, nei parchi, nelle università agli eventi. Insomma, ogni occasione è buona per condividere un mate: di mattina, per la merenda, ma anche per un dopocena in compagnia. Tanto che quando si è fuori e finisce l’acqua, si può chiedere ai chioschi, bar, ristoranti, senza nessun problema,

Per quanto riguarda Cordoba, ci sono alcuni bar dove si può fare merenda con il famoso Mate a prezzi che si aggirano sui 4 euro. Un locale molto grande e carino si chiama Alfonsina, per gli interessati!

Ma cosa significa rituale?

Il mate rappresenta una cultura dell’attesa, del saper aspettare il tempo dell’altro, che noi abbiamo perso.

Immaginiamo 15 argentini che sono in una riunione e un solo mate, per arrivare al loro turno dovranno sempre aspettare le 14 persone prima di loro… per ogni giro, ogni volta. Hanno una cosa che desiderano, che letteralmente dopo un po’ crea dipendenza, ma sanno rispettare il tempo dell’altro.

È rispetto, è non mettere i propri bisogni prima di quelli degli altri, ma è anche fiducia, in quanto tutti bevono dalla stessa “cannuncia” e questo non la rende la cosa più igenica del mondo.

Ti dimostrano con questo gesto che si fidano dell’altro e, lasciando da parte possibili pregiudizi, si crea un momento di condivisione basato sulla fiducia ed il rispetto.

Il Mate non è solo in rito, se lo si vede da questo punto di vista, è una virtù, una grande qualità che abbiamo un po’ perso nella nostra cultura e che dovremmo reimparare, chissà, forse iniziando proprio a bere il Mate.

 

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