Isola del Giglio cosa vedere e come arrivare

Negli ultimi anni è venuta alla ribalta per la tragedia della Costa Concordia: un evento che l’ha profondamente segnata con pesanti ripercussioni anche sul suo turismo purtroppo.

L’isola del Giglio però non ha mollato e si sta rilanciando nel turismo e ne ha ben ragione, vista l’offerta che può garantire a tutti!

Isola del Giglio: come arrivare

Mare dalle acque cristalline e 28km di costa, questa è l’isola dell’Arcipelago toscano.

Raggiungibile in un’ora di traghetto da Porto Santo Stefano, l’isola del Giglio è la meta ideale per famiglie, sub, surfisti, amanti della vela, del buon cibo, del vino e anche del trekking.

Due son le compagnie a collegare l’isola alla terraferma: Maregiglio e Torremar.

Per entrambe, vi consigliamo – nel caso voleste portare l’auto con voi – di prenotare con estremo anticipo il posto per la macchina, soprattutto durante il periodo estivo.

Badate bene però che, per circolare in auto sull’isola in agosto, vi sono alcune restrizioni.

Quindi informatevi con largo anticipo presso il  Comune dell’Isola del Giglio.

Cosa vedere sull’Isola del Giglio

Una volta sbarcati a Giglio Porto potrete scegliere tra spiagge di sabbia finissima, come quella di Cannelle, a due chilometri dal porto, ideale per i bambini viste le sue acque poco profonde.

Se però cercate un luogo più tranquillo e non vi spaventa camminare (o avete la possibilità di farvici portare da un barcaiolo), noi vi consigliamo di puntare alla cala delle Caldane.

Ci vogliono circa 40 minuti a piedi per raggiungerla, ma il suo mare e paesaggio incontaminati ne valgono davvero la pena!

Se poi siete amanti del trekking, sappiate che l’isola ha molti sentieri, ex mulattiere, che offrono vista su paesaggi mozzafiato.

Spesso è la stessa Pro loco del luogo a proporre escursioni per tutti i gusti, soprattutto in primavera e autunno.

Isola del Giglio: Torre Campese

Gli splendidi fondali del mare e la sua visibilità che arriva fino a 30 metri di profondità attirano numerosi subacquei, così come il vento che costantemente soffia da sud a Giglio Campese attira velisti e surfisti.

L’isola però non è a disposizione solo di chi ama rilassarsi in spiaggia o fare attività sportiva: qui anche il turismo enogastronomico la fa da padrona.

Non lasciatevi sfuggire la sua splendida cucina ovviamente a base di pesce fresco, ma nemmeno il suo vino tipico, l’Ansonaco, un bel vino ambrato e piuttosto robusto, coltivato da secoli sull’isola.

Gli amanti della storia poi potranno perdersi nelle viuzze di Giglio Castello, che si erge a più di 400 metri sopra il mare, circondato dalle mura e da 3 torri, costruiti dai Pisani per difenderla dalle incursioni dei pirati.

Mura che purtroppo non sempre bastarono, come accadde per esempio nel 1544 quando Giglio Castello fu saccheggiato dal Barbarossa e la sua popolazione ridotta in schiavitù e deportata in buona parte in Tunisia.

Da non perdere:

Non perdetevi la rocca Aldobrandeschi né la chiesa di San Pietro Apostolo con il suo particolare Cristo crocifisso, interamente in avorio e attribuito al Giambologna.

Prendetevi il tempo per girare l’isola con uno scooter noleggiato al porto, magari fuori stagione, in primavera, quando il Giglio scoppia di colori ed è meno affollata.

Potrete così giocare di fantasia e cercare di immaginarvela ai tempi degli Etruschi e Romani, quando era popolata anche da capre selvatiche.

Proprio da queste prese il suo nome l’isola: non deriva dal fiore del giglio, ma dal latino “igilium” che vuol dire appunto capre!

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