Ho fantasticato su un mio possibile viaggio in Perù davvero per tanto tempo.

Le cose che rimbombavano nella mente riguardo a questa meta erano tante: Machu Pichu, Inca, Amazzonia, Ande, Laghi, Colori.  Tanti colori.

Immaginavo le donne peruviane con le loro gonne ampie coloratissime, le lunghe trecce nere, i tappeti, le sciarpe, le tovaglie, i cibi, i mille tipi di mais e patate.

Ed è stato molto di più.

Le scoperte sono state davvero tantissime, quasi come i disagi affrontati durante i 20 giorni di viaggio… ma mai avrei immaginato di vedere le Montagne Arcobaleno.

Facciamo un passetto indietro rapidissimo. Sono stata in Perù a Luglio, durante il loro inverno, facendo il giro definito “classico” dai più. LimaParacas ArequipaLago TiticacaCusco Lima. La scelta è stata dettata da due principali ragioni:

  1. collegamenti bus ottimi che permettevano le tappe in piena autonomia e tranquillità;
  2. Abituarsi all’altura, come si dice in castellano per godersi ogni giorno senza troppi rischi di sentirsi male.

Avremo molto di cui parlare, ma adesso è il momento della così nominata Raimbow Montain.

Di cosa si tratta?

La Montagna dei Sette Colori, il cui nome geografico è Vinicunca,  è un monte, situato vicino al ghiacciaio Ausangate nella regione di Cusco, a 5200 metri. La particolarità di questo posto è il colore arcobaleno delle rocce sedimentarie che formano questa montagna, una formazione geologica unica al mondo.

Fino a 20 anni fa era completamente coperta dai ghiacci. Il riscaldamento terrestre ha fatto sì che i ghiacci si ritirassero scoprendo questa meraviglia che è diventata famosa solo da un paio d’anni, dopo che il National Geographic l’ha inserita nei 100 luoghi da visitare prima di morire e sinceramente, davvero vale tutta la fatica che necessita!

Come arrivarci?

Da Cusco è possibile fare questa escursione in giornata! Levataccia alle 3 di mattina, ritorno per le 20 (consideriamo i dilatati tempi Sud Americani), escursione acquistabile in qualsiasi agenzia presente a Cusco intorno ai 90 soles (25 euro più o meno). Sono 5 ore di bus ad andare e 5 a tornare, su strade che vi segneranno e vi faranno sentire dei sopravvissuti.

Grazie ad un trekking di 2 ore e mezza (io masticando le foglie di coca ho impiegato un’ora e quaranta) raggiungerete finalmente la “Montagna Arcoiris”. Si parte da 4200 metri per raggiungere i 5200!

L’aria è davvero rarefatta e la mancanza di ossigeno si fa sentire.. dunque, se masticare o bere foglie di coca non vi aiutasse (per chi non le conosce sono legali in Perù e le vendono in sacchettini o sotto forma di caramelle durante il percorso, in tutti i mercati e città per pochissimi euro), c’è la possibilità di fare un tratto di percorso a cavallo o di avere l’aiuto della bombola di ossigeno nei peggiori dei casi.

Spesso si dice che non è importante la meta, ma il viaggio.

Non oso dire che la famigerata “Montaña de siete colores” non sia una meta importante, soprattutto per tutta la fatica che si impiega per raggiungerla, ma il percorso per arrivarci lo porterò sempre con me.

Camminerete tra montagne verdi, rosa, rosse, osservando ai vette ghiacciate e antichi vulcani dormienti, ruscelli, distese di campi con Lama e Alpaca.

Al vostro fianco tanta gente, come voi, cercherà di arrivare alla meta; tanti peruviani cercheranno di convincervi a usare un loro cavallo, ma, vedendovi determinati a farcela con le vostre forze, alla fine vi inciteranno a proseguire, anche quando il naso cercherà ossigeno senza trovarlo, anche quando il cuore sembrerà scappare dal petto, le gambe troppo pesanti, il sole bruciare la pelle e il vento levigarti il viso.

Prendetevi il vostro tempo, fatelo con le vostre energie, imparate a conoscerle e dosarle, ma non vi arrendete, abbiate fiducia in voi stessi e beh, se non ce l’avete, sarà una bella occasione per trovarla.

La vista sarà meravigliosa dalla cima: il cuore smetterà di battere, il freddo vi congelerà il naso, il respiro si fermerà, e il vento vi spoglierà.

Sarete lì a godervi uno spettacolo più unico che raro. Potrete letteralmente toccare davvero il cielo con le dita.

La parte più bella però arriva nel ritorno: saprete di avercela fatta, da soli, grazie a voi stessi avete superato anche questa sfida e siete sopravvissuti, siete dei supereroi.

Si, per un giorno almeno, vi sentirete dei supereroi e avrete avuto l’occasione di riscoprire i colori.

Forse non sapremo mai dove iniziano gli arcobaleni, ma sapremo dove ritrovarli.

Quello che vorrete dopo? Scoprire ancora nuovi colori, non accontentarvi, perché il viaggio è appena iniziato.

 

 

 

 

Related Post

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *