Come gli americani festeggiano il ringraziamento. In California.

Il 23 novembre negli Stati Uniti si è festeggiato il giorno del ringraziamento ed io ho avuto la fortuna di partecipare ad una festa in piena regola, a casa di una famiglia americana.

Ho deciso di portarvi con me.

Uno degli aspetti che più mi entusiasma di questo viaggio negli Stati Uniti, è la possibilità di vivere lo scambio culturale, di potermi addentrare nelle usanze e nelle tradizioni. Non si tratta di guardare dallo spioncino ma di entrare dalla porta principale, per essere abbracciati dalla cultura americana in tutte le sue sfumature più autentiche.

 

Proverò a riassumere, in un breve ritaglio, la mia personale esperienza del Thanksgiving day vissuta in suolo statunitense.

Palm Springs, California del Sud. Mi alzo alle prime luci del mattino perché sono stata invitata a partecipare alla Turkey Trot, una maratona “pre-thanksgiving”che si organizza ovunque negli USA, per mantenersi in forma prima della consueta abbuffata. Una corsa di 3 miglia (5km) tra le palme nel deserto, con cappelli a forma di tacchino e magliette dedicate alla festa. La mia pettorina porta il numero 1407 prima l’immancabile caffè da Starbucks e subito pronti per la partenza. Musica, sorrisi, madri che corrono spingendo i passeggini, famiglie intere, cani, nazionalità di ogni dove. Siamo pronti per partire.

Il sole della California non tarda a farsi sentire e presto i miei compagni di corsa si allontanano, lasciandomi dietro. La mia corsa si abbandona ad una camminata veloce che mi permette di ammirare il panorama e respirare a pieni polmoni. Mi dico che sarò seriamente pronta per il prossimo ringraziamento.

Dopo circa 45 minuti, arrivo a destinazione, taglio il traguardo, al microfono dicono il mio nome e qualcuno mi da una medaglia. Non mi sembra vero, mi sento talmente soddisfatta che non si direbbe sia arrivata 300esima.

Questi americani fanno le cose in grande, lo dico spesso, forse inizio un pò a capire il perché. Non importa se questa corsa non la vinci, se non sei stato bravo abbastanza. Non si tratta della performance, ma dell’occasione di essere tutti riuniti in un posto per festeggiare, per prepararsi alla giornata del ringraziamento in modo originale e salutare.

Lo scopo è festeggiare, sentirsi grati.

Io mi sono sentita grata al tizio che mi ha dato la medaglia e a tutti quelli che mi hanno donato un cenno di supporto durante il tragitto, con applausi, cartelloni di incoraggiamento ed altre cose abbastanza weird di questo tipo.

La giornata è iniziata nel migliore dei modi.

Seconda tappa

Casa di amici della famiglia che mi ospita. Villa nel deserto, con piscina e amache. Un sogno. All’accoglienza la padrona di casa mi presenta a tutti gli invitati, chiedendo se qualcuno parlasse italiano. L’Italianità qui negli Stati Uniti deve avere un fascino non da poco dato l’interesse mostrato. Le persone sono state molto carine, hanno espresso interesse verso di me ed il nostro paese. Credo che li affascini l’idea romanzata di un luogo antico, dai monumenti illustri ed i paesaggi d’altri tempi. Mi sento di dire che l’uomo italiano sembrerebbe essere concepito come una specie da proteggere. Aspetto di acquisire maggiore padronanza linguistica per riportarli alla realtà.

Se dovessi descrivere il momento più emozionante, picco estremo di esaltazione ed entusiasmo, direi che è stato senza dubbio quando ho visto il tacchino. Una cosa enorme e spropositata, cameo in film e serie tv di tutti i tempi.

Dovete sapere che amo il cinema, soprattutto quello americano. Vivere lo stereotipo trasmesso dalla cinematografia è una cosa che mi fa stare bene in questo momento, e che amplifica le sensazioni che vivo del 90%.

Il tacchino del ringraziamento è come nei film, esattamente come nei film ma non buono come sembrerebbe. Non ha un gran sapore; molti americani non usano imbottirlo, ma preferiscono servire lo stuffing a parte ( lo stuffing sarebbe l’imbottitura: un mix di preparati con spezie, CANNELLA, pane e verdure).

Sfatato il mito del tacchino imbottito ho continuato la festa tra tuffi in piscina e pseudo-conversazioni. Torta alla zucca con icecream, torta di mele e cannella (la cannella è ovunque), baci, abbracci e tutti a casa per le 6 del pomeriggio.

Ho amato questo giorno, mi sono sentita parte di un tutto. Mi sono amalgamata, mischiata con la cultura statunitense. Mi sono divertita. Sarà sicuramente una di quelle giornate che terrò strette e ben stampate negli annali delle mie best memories.

  • Reply Gina Beltrami dicembre 9, 2017 at 3:44 pm

    condivido questo sogno…io però lo devo ancora realizzare!
    baci Gina

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