Con quest’articolo la nostra Alessandra ci racconta come iniziò il Rinascimento!

 

A Firenze, di fronte alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, sorge il Battistero di San Giovanni.

Per la costruzione della porta Nord del Battistero viene indetto nel 1401 un concorso, che per la storia dell’arte viene ricordato come uno dei momenti più importanti: l’inizio del Rinascimento.

 

In una bella giornata di sole assistiamo all’annuncio dell’Arte dei Mercanti di Firenze, patrona dei lavori per la fabbrica del Duomo. Circa 70 anni prima Andrea Pisano aveva realizzato la porta per il Battistero, inaugurando una tendenza, che l’Arte dei mercanti vuole rinnovare.

Si indice quindi un concorso. 34 tra i migliori artisti del momento realizzino una formella “di prova” per la porta nord del battistero, tema: il sacrificio di Isacco.

L’incarico è prestigioso e ambito, per mesi gli scultori cercano di realizzare un saggio della loro bravura per riuscire a ottenere la commessa e scolpire, oltre alla porta, anche il proprio nome nella Storia dell’Arte.

Uno di questi è colui che ha quello che, ai giorni nostri, definiremmo l’”X factor”!  Il suo nome è Lorenzo Ghiberti, dapprima orefice, tornato appositamente a Firenze per il concorso.

La sua opera, a confronto con quella di un altro grande artista, nientemeno che Filippo Brunelleschi, segnerà proprio quella rottura della tradizione che normalmente indichiamo come il momento che ha segnato l’inizio del Rinascimento vero e proprio.

Ecco che si proclama il vincitore. Dopo lunga discussione: se ci fermiamo un momento insieme ai giudici possiamo cercare di osservare da dietro le loro spalle quali siano le differenze tra le due formelle.

 

Ghiberti, poco più che ventenne, ha presentato una scena che si sviluppa nello spazio in modo molto dinamico. I personaggi sembrano fuoriuscire dal riquadro, abbiamo impressa negli occhi la tensione della scena: Abramo sta davvero per tagliare la gola a suo figlio.

D’altro canto, nella stessa scena rappresentata da Brunelleschi, la composizione è molto più “ordinata”, composta di tre piani ben precisi, lo sguardo sale dal basso verso l’alto.

Nonostante sia universalmente riconosciuta la maestria di Filippo Brunelleschi, uomo generoso e molto intelligente (come sottolinea Giorgio Vasari-un amico che incontreremo spesso nei nostri viaggi- nelle sue Vite),  la vittoria va a entrambi.

Filippo viene “pregato” di portare avanti l’opera insieme a Lorenzo.

Lo vediamo schermirsi, riflettere, rimuginare, se sia il caso di accettare, ma infine decide di no, di non voler essere pari a Lorenzo in quest’opera.

Lorenzo porterà a termine il lavoro talmente bene che per la porta successiva non verrà nemmeno indetto un concorso. L’incarico sarà direttamente affidato a lui.

La sua resa dinamica della scena e il talento nel plasmare forme e personaggi l’hanno consacrato per sempre tra i più grandi artisti. E grazie a questo incontro-scontro tra tradizione e innovazione prende il via uno dei periodi più floridi per la cultura e l’arte, che darà vita a capolavori indimenticabili.

Oggi le due formelle di prova sono conservate al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Dove sono custoditi capolavori scultorei di tanti grandi artisti.

Per saperne di più, si può leggere del concorso nelle  Vite de più eccellenti pittori, scultori ed architetti  di Giorgio Vasari. Oppure visitare il sito ufficiale del Museo del Bargello  di Firenze.

 

 

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