Se mi nominate l’Isola di Montecristo a me viene in mente una sola cosa: il faccione di Gerard Depardieu che interpreta il Conte di Montecristo, film per la tv tratto dal celeberrimo romanzo storico di Alexandre Dumas.

Il conte di Montecristo e il tesoro di San Mamiliano

Nel romanzo, Edmond Dantès, arrestato ingiustamente per congiure politiche e personali, viene recluso in una fortezza da cui è (quasi) impossibile fuggire. Ovviamente ci riesce, viene in possesso di una grandissima fortuna che trova per caso e dedica la sua vita alla vendetta. Per meglio perpetrarla si reca nella Parigi dell’epoca dove interpreta il Conte di Montecristo, personaggio completamente inventato, ma italiano, che fa riferimento, appunto, alla nostra isola.

L’Isola di Montecristo si trova nell’Arcipelago Toscano. È una riserva naturale sulla quale è impossibile pernottare, né tantomeno vivere, proprio per preservarne l’integrità. Ma è un’isola ricca di fascino. Perché il nostro Dumas ha sì inventato una storia di sana pianta, ma si è ispirato ad una leggenda realmente esistente. Questa leggenda riguarda il Tesoro di San Mamiliano.

San Mamiliano è un santo paleocristiano che fondò nel V secolo d.C. un monastero sull’isola di Montecristo. Narrava la leggenda che vi fosse un tesoro nascosto sotto il monastero, ma nessuno ne ha mai trovato traccia. Un tesoro di San Mamiliano è stato trovato in anni recenti, nel 2004, in effetti, ma non a Montecristo: a Sovana, nel Grossetano, nella chiesa di San Mamiliano; alcune delle monete sono esposte nel Monetiere del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Un tesoro c’era, allora, solo che si pensava che si trovasse nel luogo sbagliato. La cosa importante, però, è che questa leggenda sia piaciuta a Dumas, il quale ne ha fatto uno degli elementi principali dell’intreccio del suo romanzo.

Il Monastero di San Mamiliano sull’Isola, comunque, esiste. È visitabile, anche, e vanta una storia antichissima, perché pare che a sua volta fosse stato costruito sui resti di un tempio di Giove.

Accedere a Montecristo

Ciò per cui è nota ed è importante l’Isola di Montecristo, comunque, è la sua Riserva Naturale. Si tratta di una Riserva istituita nel 1971 e che ricade all’interno del più ampio Arcipelago Toscano. Lo sbarco sull’isola, nei cui mari non si può pescare né è permessa la balneazione, può avvenire solo tramite permesso dell’ex-Guardia Forestale. Si può richiedere permesso di accesso oppure di visita. In caso di accesso non ci si può allontanare da Cala Maestra, il punto di approdo, e si può visitare solo il museo, l’orto botanico, con le specie endemiche della flora locale, e la Villa Reale. Il permesso di visita può richiedere per il rilascio anche tre anni e consente di percorrere l’isola attraverso i soli tre sentieri esistenti.

L’Isola di Montecristo è un luogo che sa farsi desiderare, ma che sicuramente sa farsi ripagare delle difficoltà per potervi accedere.

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