A circa mezz’ora da Cagliari, San Sperate, un paesino con poco più di 8000 anime, affascina i suoi visitatori con una miscela magica di forme e colori, tanto da diventare una meta irrinunciabile per chi si trova in vacanza sull’isola.

 

Immaginate di camminare attraverso un suggestivo groviglio di stradine, in un piccolo borgo della Sardegna e scoprire, ad ogni passo, che i muri delle antiche case contadine sono impreziositi da vere opere d’arte a cielo aperto. In uno scenario unico nel suo genere.

Fu Pinuccio Sciola, artista di fama internazionale, a farsi artefice e promotore della rivoluzione artistica che interessò San Sperate negli anni 60, trasformandolo in uno scrigno che custodisce ben oltre 300 murales, sculture e installazioni. Tuttora si possono ammirare tra i muri, i vicoli e le piazze del paese-museo.

Di ritorno da un viaggio in Europa, nel 1968, anno di importanti stravolgimenti sociali e politici, Sciola intraprese con fervore, la realizzazione di un ambizioso progetto artistico partecipato che coinvolse l’intera comunità sansperatina.

Le mura delle umili case contadine furono dipinte di bianco e divennero vere e proprie tele da decorare, in quella che, di lì a poco, sarebbe diventata una grande bottega creativa.

Grazie all’attenzione della stampa nazionale ed estera, i numerosi muralisti locali, partecipanti al progetto, hanno collaborato con artisti internazionali alla costituzione dell’eccezionale patrimonio artistico di San Sperate, dando voce e anima ad ogni suo angolo.

Un paese che prende vita, accoglie i suoi ospiti in un caleidoscopio dalle tinte vivaci e racconta loro le sue storie. Sono storie di vita contadina, religioso attaccamento alla terra e antiche tradizioni, ma soprattutto di amore per l’arte in tutte le sue declinazioni.

Pinuccio Sciola, pittore e scultore, scomparso circa due anni fa, non ebbe soltanto il merito di aver dato voce al suo paese natale, riuscì persino a trasformare la dura pietra in uno strumento capace di emettere ciò che egli stesso definì: <<il suono dell’universo>>.

Negli anni 90 intraprese la sua personale sperimentazione sulla pietra, basata su particolari tecniche di incisione. Fino a scoprire una singolare musicalità della materia.

Fu così che nacquero le pietre sonore: sculture monolitiche con profondi intagli paralleli, realizzate prevalentemente su calcare e basalto. La vera particolarità delle sculture di Sciola, non sta nelle loro geometrie, quasi futuristiche, ma nella loro poetica.

La conquista della sonorità della pietra riesce a scardinare le rappresentazioni che da sempre accompagnano la materia nell’immaginario collettivo. La pietra ormai non è più un materiale duro, senz’anima e muto. Basta far scorrere le mani sulle sculture di Sciola, per sprigionare suoni armoniosi e differenti per ogni forma e dimensione delle sue creazioni.

A pochi passi dal centro storico di San Sperate, oltre alla casa-museo dell’artista, potete visitare il Giardino Sonoro. Una raccolta di monoliti dai volumi e i profili più disparati, esposti in un’incantata cornice naturale.

La Sardegna, tra bellezze paesaggistiche, sapori irresistibili e borghi carichi di suggestione. Ha un ampio ventaglio di attrazioni turistiche, ma vanta soprattutto un inestimabile patrimonio artistico e culturale che merita di essere riscoperto e valorizzato.

San Sperate è un esempio virtuoso di come sia possibile, anche nei piccoli centri urbani, salvaguardare e promuovere l’arte, attraverso forme di cooperazione attiva tra cittadini, inoltre con i suoi tesori rappresenta una fonte inesauribile di sorprese tutte da scoprire.

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