Candelara

Candelara è per Cristina un posto magico e ce lo racconta così…

“Sotto la notte inargentata c’è una finestra illuminata…” si sente cantare a stornello nell’osteria che si affaccia sulla via principale del borgo di Candelara. Dopo il lavoro nei campi ci si trova da “Baffon” per un bicchiere di vino e una partita a carte. Poi qualcuno imbraccia l’organetto e si comincia a cantare. L’orologio della torre, che dal 1750 scandisce il tempo del paese, segna ormai le ore piccole, ma là dentro al castello c’è veramente una finestra da cui si vede il bagliore della candela. La luce danza al ritmo del telaio su cui una ragazza si sta affrettando per terminare il suo lavoro. Domani è festa, l’aspettano le compagne per la messa alla Pieve. Nel pomeriggio si ascolterà la banda, con gli ottoni lucidati e lo stendardo dove si legge 1870, l’anno della sua fondazione.

Passando davanti a quella porta d’osteria, che per un secolo è stata ritrovo per gli abitanti di Candelara, pare ancora di sentirli quegli stornelli, e potrebbe anche succedere veramente se nel borgo del Comune di Pesaro ci si sale in una sera d’estate.

Il vento e le colline: le origini di Candelara

Qui sulla collina, con il mare a un tiro di sasso e le montagne degli appennini là sullo sfondo, anche nella stagione calda spira una piacevole brezza. È proprio il vento, protagonista inconsapevole di una delle leggende che narrano l’origine di Candelara. Guardando lo stemma di questo paese, che è stato comune autonomo fino al 1929, si vedo tre colline su cui svettano altrettante candele.

Dovendo costruire l’abitato, si decise di accendere tre candele per trovare il luogo meno ventoso.  Fu così che, dove si spense per ultima la candela, lì venne fondato il borgo. Se non è certa l’origine del nome, è certo che già tra il VII e VIII secolo esiste un borgo intorno alla Pieve, costruita sui resti di un tempio romano e dedicato a Santo Stefano. Verso l’anno 1000 viene eretta la cinta muraria e sarà tra queste mura che nel 1176 Federico Barbarossa troverà ospitalità dopo la sconfitta di Legnano.

Sigismondo Pandolfo Malatesta, intorno alla metà del 1400 potenzierà la fortificazione. Questo però non gli permetterà di mantenere il suo dominio sul territorio di Pesaro.  Sarà così la stessa Candelara il teatro delle vicende che determineranno l’ascesa al potere di Federico da Montefeltro.

Il territorio

Un territorio dalla vocazione agricola quello di Candelara, in cui ancora oggi agli appezzamenti coltivati si alternano alla macchia e ai boschi selvatici. Nella prima metà del 1900, però, ha trovato sede prima a Novilara (paese vicino) e poi a Candelara un’importante scuola-laboratorio di tessitura, ricamo e cucito.

Fondata per dare un mestiere alle ragazze dei paesi, la scuola ebbe un fiorente sviluppo e un tale successo che i lavori che vi si producevano arrivarono fino in oriente. Da qualche tempo quella scuola è diventata un museo, in cui si può osservare la maestria di quelle giovani artigiane e delle loro insegnanti.

L’avvento a Candelara

È nel periodo dell’Avvento che Candelara si immerge in un’atmosfera unica, diventando letteralmente il paese delle candele. In occasione di “Candele a Candelara” il grande mercatino natalizio, è possibile vedere il paese illuminato solo dalla calda luce delle candele, mentre lungo le strade torna a diffondersi la musica dei giorni di festa.

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