Pomaia

Pomaia è la capitale del buddismo italiano.

A giudicare dai dintorni, verdeggianti e armoniosi, così tipicamente toscani, il Tibet sembrerebbe lontanissimo.
Invece i monaci in fuga sono riusciti a creare a Pomaia una realtà sincretica e sbalorditiva, nota come Centro Lama Tzong Khapa (CLTK), frequentatissimo da chiunque ambisca ad un percorso di pace e serenità.
Non si contano gli ospiti illustri che hanno calcato questi sentieri, ma anche noi, egregi sconosciuti, abbiamo ricevuto sorrisi calorosi e libero accesso nel vasto giardino.

Il giardino

L’impatto è sconvolgente: c’è un antico casale di fine Ottocento attorno a cui si sviluppa un’oasi verde, piena di statue e strutture rituali coloratissime.
Scongiura l’effetto Disneyland l’atmosfera alacre del posto: monaci con l’abito cremisi e la tonsura che sorridono salutando, neofiti in studio, un silenzio salvifico un po’ ovunque.

Il fattore Hollywood è invece ben vivo

In un ampio spazio troneggia infatti un impressionante Buddha della consolazione di oltre 8 metri. Fu realizzato per il film Kundun di Martin Scorsese e trasferito qui dal Marocco dopo le riprese cinematografiche.
Tutto è scoperta per chi non è addentro alle pratiche buddiste.

I simboli religiosi

Dietro il casale si innalza la ruota delle preghiere, da recitare facendo roteare uno per uno i cilindri di una costruzione rettangolare.
Anche le bandierine che conferiscono un’aria di festa al centro buddista di Pomaia assolvono a uno scopo simile e sono connesse alle preghiere.

Gli stuba

A chi tanto ha pregato e ancor più ha agito sono invece dedicati gli stuba all’ingresso, una sorta di reliquiari costruiti dove sono state cremate le anime pie secondo un rituale complesso e commovente ben spiegato nei pannelli illustrativi che non difettano certo nel CLTK di Pomaia.
Per approfondire temi legati alla spiritualità, per trascorrere un periodo di quiete o anche, più prosaicamente, per conoscere il mondo senza lasciare l’Italia, il centro buddista di Pomaia è il posto giusto.

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