Lisbona

Tradizione e modernità si fondono nell’affascinante Lisbona

Dopo avervi parlato dei miei parchi preferiti di Londra, questa volta vi porto in un’altra capitale europea, dove si respira un’atmosfera decisamente diversa: l’incantevole Lisbona.

Meta ideale per un weekend all’insegna del relax, Lisbona ha un fascino decadente con le sue strade colorate e i palazzi adornati da meravigliosi azulejos.

Costruita su 7 colli – sì proprio come la nostra Roma! – la capitale portoghese è famosa anche per i suoi caratteristici tram gialli che attraversano la città, in particolare il tram 28 che tocca tutti i suoi quartieri storici.

Lisbona a piedi

Io però vi suggerisco di percorrerla a piedi e perdervi tra le sue stradine in un susseguirsi di saliscendi che inaspettatamente vi offriranno scorci mozzafiato della città, magari mentre gustate un buonissimo pastel de nata.

Dalla personalità unica e piena di contraddizioni, antica e moderna allo stesso tempo, felice eppure fortemente malinconica: Lisbona non vi deluderà.

L’iconica Torre di Belém e il monumento alle Scoperte, sottolineano con forza il legame con un passato in cui la città è stata protagonista indiscussa delle grandi esplorazioni attraverso l’Oceano Atlantico.

Ho vissuto a Lisbona un’estate e voglio condividere con voi alcune tappe, a mio parere immancabili, per coglierne l’essenza, anche se avete a disposizione solo un paio di giorni.

Miradouro de São Pedro de Alcântara

I miradouros, punti panoramici che dominano la città, sono a buon diritto uno dei simboli dell’affascinante Lisbona.

Il mio preferito è quello di São Pedro de Alcântara che offre una bellissima vista sull’Avenida da Libertade, il Castelo de São Jorge, la Graça e la Igreja de Sao Vicente de Fora.

È il posto ideale in cui rilassarsi dopo una lunga passeggiata, dove spesso troverete artisti di strada che vi delizieranno con la loro musica.

Se vi trovate nel quartiere Baixa, ci potete arrivare anche con l’Elevador da Glória, una funicolare che parte da Praça dos Restauradores e arriva fino al giardino del miradouro.

© Rosaria Truppo

Bairro Alto

Altro motivo per amare questo punto panoramico è la sua posizione strategica nel vivacissimo Bairro Alto. La zona famosa per la movida notturna con una miriade di piccoli bar – tra l’altro molto economici! – locali e ristoranti (le tascas) dove assaggiare la tipica cucina portoghese ed ascoltare il malinconico fado.

Di sera, soprattutto durante il fine settimana, le sue stradine sono letteralmente invase e l’intero quartiere si trasforma in un’enorme festa all’aperto.

Crediti fotografici: Viajar entre viagens

Castelo de São Jorge

© Rosaria Truppo

A proposito di viste spettacolari, è d’obbligo una visita al Castelo de São Jorge.

La fortezza fu costruita in epoca medievale e sorge, proprio per il suo scopo difensivo, sulla collina più alta della città nel quartiere dell’Alfama.

Al suo interno potrete visitare:

Il sito archeologico con i resti dei periodi storici più significativi della città.

L’esposizione permanente di oggetti rinvenuti nel sito archeologico risalenti soprattutto all’epoca islamica.

La Câmara Escura – un sistema ottico di lenti e specchi che permettono di avere una visuale di 360° sulla città in tempo reale.

È possibile anche prenotare delle visite guidate, che però sono disponibili solo in portoghese, spagnolo e inglese.

Praça do Comércio e Lungo Tago

© Rosaria Truppo

Nel cuore di Lisbona, alla fine di Rua Augusta, strada principale del quartiere Baixa, si erge un maestoso arco da cui si accede alla bellissima Praça do Comércio (Piazza del commercio) al cui centro si trova la statua equestre raffigurante re Josè I. La piazza affaccia direttamente sul lungo Tago offrendo un colpo d’occhio magnifico.

Il lungofiume

Esperienza da non perdere la passeggiata sull’incantevole lungofiume. Trascorrete qualche ora di relax osservando i battelli che attraversano il fiume più lungo della penisola iberica e potete approfittarne per sorseggiare un drink al Quiosque Ribeira das Naus.

Il chioschetto è in una posizione spettacolare sulla strada che collega la piazza con Cais do Sodré dove si trovano le omonime stazioni della metropolitana (capolinea della line verde), dei treni suburbani (linea Lisbona-Cascais) e servizi della rete fluviale Transtejo.

© Rosaria Truppo

Rua cor de rosa

Rimanendo a Cais do Sodré, troverete il vero e proprio polo del divertimento notturno lisbonese: un’eccentrica strada pedonale di colore rosa. Originariamente Rua Nova do Carvalho, ha preso questo nome nel 2013 (Rua cor de rosa vuol dire appunto strada di colore rosa) in seguito ad un progetto di riqualificazione urbana che ha trasformato l’intera zona, rendendola una delle più trendy di Lisbona.

Crediti Fotografici: Lisbonne Idee

Luogo perfetto per chi ha intenzione di rimanere a bere e ballare fino alle prime luci dell’alba, in questa strada ci sono tanti bar e discoteche aperte anche fino alle 6 del mattino come il famoso Musicbox.

Un must visit per gli amanti della vita notturna.

Parque Edoardo VII

In linea con la parte più tranquilla e rilassata di Lisbona, l’ultima tappa che vi propongo è un parco, per l’esattezza il più grande parco della città.

Chiamato inizialmente Parque da Libertade, ha poi preso il suo attuale nome in seguito alla visita del re inglese Eduardo VII nel 1903 a simboleggiare le rafforzate relazioni diplomatiche tra le due nazioni.

© Rosaria Truppo

Situato nel cuore di Lisbona, a nord di Praça Marquês de Pombal, il parco offre un’altra bellissima vista sulla città e custodisce al suo interno tre meravigliose serre. Estufa Fria, Estufa Quente e Estufa Doce (rispettivamente serra fredda, calda e dolce). Nella prima troverete lussureggianti piante tropicali provenienti da Cina, Messico, Perù, Brasile e dalle Antille. La particolarità della Estufa fria, come suggerisce il nome, sta nel fatto che a differenza delle normali serre, non è riscaldata artificialmente: difatti non ci sono coperture in vetro ma solo doghe di legno da cui filtra la luce del sole. Le altre due serre invece, ospitano per lo più cactus, banani, piante di caffè e di mango.

© Rosaria Truppo

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