FIRENZE GIARDINO BARDINI

Se dico Firenze tutti pensano alla culla del Rinascimento.

Sì, è vero, non lo nego. Ma Firenze è molto altro. Ha una lunghissima storia, che inizia in età romana, anche prima, e procede nei secoli, attraverso il Medioevo, fino ad arrivare ai giorni nostri.

FIRENZE GIARDINO BARDINI
Firenze vista dal Giardino Bardini. Capitale del Rinascimento? Sì, ma non solo!

Firenze e il Rinascimento

L’immagine di Firenze come culla del Rinascimento è dovuta ad alcuni importanti monumenti. In particolare agli Uffizi, all’Accademia e ad alcuni altri musei che si concentrano su quel periodo storico che va dalla metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento.

I monumenti

Tra i monumenti incriminati abbiamo la Cupola del Duomo, ben raccontata oggi al Grande Museo del Duomo, e Palazzo Vecchio, palazzo del potere in età medievale e residenza di Cosimo I nell’età della Signoria fiorentina. Tutti conosciamo il Salone de’ Cinquecento, che ospita alcune statue di Michelangelo e “La Battaglia di Anghiari” di Giorgio Vasari che secondo alcuni coprirebbe un precedente dipinto di Leonardo Da Vinci. Anche gli Uffizi sono un monumento, oltre ad essere museo: il Vasari costruì il Corridoio (Vasariano) che collegava gli Uffizi con Palazzo Pitti passando sopra Ponte Vecchio.

palazzo vecchio
Lo studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio: piccolo capolavoro del Rinascimento accanto al Salone de’ CInquecento

Il David

Alle Gallerie dell’Accademia i Prigioni di Michelangelo accompagnano il visitatore fino al culmine, il David di Michelangelo originale (quello in piazza della Signoria è una copia). I turisti stanno in coda per ore per vedere l’originale di una statua che era stata fatta per stare in piazza della Signoria. Non li capirò mai.

I Musei

Accademia e Uffizi: tutti i tour operator e tutte le guide turistiche conducono lì. Io invece vi voglio portare a scoprire altri periodi storici, perché Firenze è molto di più. Quindi, oltre ai musei del Rinascimento, vi consiglio altri tre musei che toccano altrettante epoche storiche: il Museo Archeologico Nazionale di Firenze per scoprire l’antichità (non tanto di Firenze, quanto della Toscana con in più una sorpresa), il Museo del Bargello per scoprire il Medioevo e il Museo del Novecento per scoprire, appunto, il Novecento attraverso gli artisti toscani più rappresentativi.

Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Nasce come Museo Centrale dell’Etruria, dedicato principalmente alla civiltà etrusca che prima dei Romani la faceva da padrona in Toscana. Il museo si articola su tre livelli. Subito dopo la biglietteria vi è lo spazio mostre, segue una mostra permanente sui “Principi di Maremma” ovvero le élites etrusche del VII-VI secolo a.C.: oggetti incredibili, come il grande flabello (ventaglio) in bronzo da Populonia, e poi fibule in oro finemente cesellate da Vetulonia, e vasellame per il banchetto in bronzo e in bucchero, la particolare ceramica etrusca tutta nera, sia in superficie che nell’impasto.

chimera arezzo
La Chimera di Arezzo, capolavoro del Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Come si articola

Al primo piano incontriamo dapprima due capolavori del museo: la Chimera di Arezzo, statua in bronzo etrusca che rappresenta un mostro col corpo e la testa di leone, con una testa di capra sul dorso e la coda che termina a testa di serpente. Nella stessa sala si trova l’Arringatore, la statua in bronzo di un uomo, già anziano, che sulla tunica riporta scritto il suo nome, Avile Meteli. Proseguendo, due sale di uomini e donne etrusche comodamente distesi sulle loro klinai, i letti, ci guardano: sono le urne cinerarie etrusche in pietra, in alabastro e in terracotta, provenienti da varie città dell’Etruria, che rappresentano i defunti come se partecipassero ad un banchetto. L’idea dell’aldilà come un banchetto eterno nel quale il defunto si ricongiunge con gli antenati è una costante di tutta la cultura etrusca.

vaso François
Il vaso Fançois al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

C’è pure il museo Egizio!

Sempre al I piano abbiamo il Museo Egizio. E che ci azzecca, direte voi? Nella prima metà dell’800 un giovane egittologo, Ippolito Rosellini, propose al Granduca di Toscana una missione archeologica in Egitto. Il Granduca accettò ed ecco che al ritorno dalla missione, che durò appena un anno, furono portati reperti in numero sufficiente da aprire un museo.

Costa troviamo?

Venghino siori venghino: abbiamo mummie, sarcofagi, scarabei, vasi canopi, abbiamo papiri iscritti e statuette, ma soprattutto abbiamo numerosi oggetti in materiale deperibile tra cui un carro in legno, unico al mondo: già solo questo oggetto merita la visita.

Proseguendo…

Al II piano la collezione di arte greca la fa da padrona. Il principe, anzi il re, della collezione, è il Vaso François, un grande vaso per la mescita del vino durante i banchetti, realizzato ad Atene, dipinto con tante scene tratte da miti greci importanti, con l’indicazione iscritta di tutti i personaggi e gli oggetti rappresentati, e rinvenuto in una tomba etrusca a Chiusi. Un capolavoro della storia dell’arte greca a tutti gli effetti. Ah, una curiosità: si chiama François perché il suo scopritore, alla metà dell’800, si chiamava Alessandro François.

Il museo ha un bel blog cui rimando per ogni approfondimento!

Museo Nazionale del Bargello

Passiamo al Medioevo, ma soprattutto passiamo alle arti minori. Il Museo del Bargello ospita infatti alcune collezioni di oggetti minuti, poco conosciuti eppure davvero incredibili, come piccoli rilievi e sculture in avorio di epoca tardoantica, oggetti di arredo, chiavi e chiavistelli in ferro, lamine di metallo sbalzate e lavorate. Il tutto in un’ambientazione unica: il palazzo è infatti medievale dall’esterno, con le sue spesse pareti di pietra, ma all’interno il senso di Medioevo è dato dagli arredi dei saloni, che richiamano, per l’appunto, il medioevo. Un museo che davvero non ti aspetti.

museo bargello
Uno degli ambienti del Bargello.

Le sale sono tematiche. Abbiamo ad esempio la sala dedicata ai fratelli Della Robbia, che realizzarono nel Tardo Medioevo tantissimi rilievi in ceramica smaltata a soggetto religioso: i volti delle figure sono bianchi, gli sfondi sono azzurri, il prato è verde e i fiori sono gialli: pochi colori sgargiantissimi che riempiono gli occhi di meraviglia. Un’altra sala è dedicata alla ceramica. Nella vicina Montelupo, tra il Medioevo e il Rinascimento si sviluppa una grandissima tradizione ceramica che è durata, con alterne vicende, fino a pochi decenni fa.

Certo, le sale delle sculture sono le più interessanti. Una, al piano più alto, è dedicata a Donatello. Sapevate che ha scolpito due David? Noi ne ricordiamo solo uno, ma in realtà sono due, uno dei quali è un’opera giovanile. Poco importa, basta questa scoperta a valere il prezzo del biglietto. L’altra sala delle sculture è al piano terra: qui, tra le varie opere di scultori importanti, che appartengono ormai al Rinascimento, abbiamo Benvenuto Cellini e il Bacco di Michelangelo.

Museo del Novecento

Con brusco salto temporale atterriamo al “secolo breve”. Il Museo del Novecento è dedicato all’arte italiana, in particolare toscana, del XX secolo. Vanta un’esposizione permanente e mostre temporanee che variano e che mostrano la grande varietà espressiva degli artisti contemporanei.

museo novecento firenze
Una sala del Museo del Novecento. Credits: wikipedia

Mario Sironi, Emilio Vedova, Marino Marini, Renato Guttuso, Fortunato Depero e ancora Aligi Sassu, Giorgio Morandi, Arturo Martini, Felice Casorati e Lucio Fontana sono alcuni dei grandi artisti le cui opere sono esposte qui. Attraverso di esse, sia dipinti che sculture, si traccia la storia dell’arte del Novecento a Firenze. Tra tutte le opere, personalmente preferisco la Chimera di Arturo Martini che, curiosamente, realizza una scultura in bronzo che se nel nome richiama la celeberrima Chimera che abbiamo già incontrato al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, in realtà somiglia di più alla Lupa Capitolina. Innegabile, però, è il valore e il richiamo alle suggestioni dell’antico.

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