Lo strano caso di Rosignano Solvay

Rosignano Solvay è una spiaggia caraibica suo malgrado.
Per una volta, l’industrializzazione, responsabile altrove di acque torbide e di miasmi mortiferi, è a vantaggio dell’estetica.
Le spiagge bianche di Rosignano Solvay si rifanno il trucco ogni giorno.
Nel primo entroterra fumano infatti le ciminiere della Solvay, che fornisce bicarbonato di sodio a mezza Europa.
Il polo produttivo è anonimo come tutti i paesaggi industriali, ma le scorie che si polverizzano nell’aria, depositandosi a terra, compiono un miracolo.

Il mare di Rosignano Solvay, chiaro anche quando il cielo è scuro

Il mare, per tre o quattro metri almeno, è celestino.
La sabbia è candida.
E non importa che il cielo sia bigio, che le nuvole offuschino, che la pioggia sferzi: il mare di Rosignano Solvay non cambierà mai colore.
Sarà sempre chiaro come in un’eterna estate.
A me l’insieme è parso spettrale, con tutti quei cartelloni che vietano la balneazione e le normali attività di spiaggia e con quelle ciminiere alle spalle che continuano a riversare ombre brune nell’aria.
Evidentemente non tutti la pensano come me, se la situazione dei parcheggi è assai ramificata.

Le spiagge democratiche di Rosignano Solvay

Del resto, Rosignano Solvay è una costa democratica.
Nelle vicinanze, la magnifica costiera che da Livorno porta a Castiglioncello dona indimenticabili panoramiche a picco sul mare e offre scorci da sogno, ma non consente balneazione che non sia d’èlite
Qui invece c’è spazio per tutti.
E, se il sole splendente con le sue luci maschera la patente impostura, puoi sempre sognare di trovarti in un angolo di Paradiso e non in uno dei luoghi più inquinati del Mediterraneo (almeno secondo l’UNEP).

Il divieto di balneazione è limitato, però, a soli 200 metri, e non ha impedito certo a Rosignano di conquistare la sua brava Bandiera Blu anche per il 2018.

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