CASTEGGIO

Certosamente è il futuro della Certosa Cantù di Casteggio: un luogo meraviglioso, all’imbocco dell’Oltrepò Pavese, dove un piccolo museo archeologico della Lombardia prenderà vita grazie a un programma culturale importante.

Siamo a Casteggio, in provincia di Pavia, sui primi colli dell’Appennino Ligure al termine della pianura lombarda alla destra del Po. La parte più antica del borgo è il cosiddetto colle Pistornile. Mentre l’attuale cittadina è nella pianura ai suoi piedi. Casteggio era la romana Clastidium, di origini liguri, della popolazione dei Marici del Po. Questi, insieme ai Levi del Ticino fondarono Pavia alla confluenza dei due fiumi (sono quelli che Polibio chiama Celti). Siamo a Casteggio nel IV secolo a.C. Diventerà poi un oppidum fortificato, vedrà le battaglie tra Romani e Insubri intorno al 222 a.C., quando con la Battaglia di Casteggio i Romani iniziarono la conquista del territorio fino a Milano. Ci passerà Annibale. Sarà punto di passaggio di importanti vie commerciali e non solo. Rimarrà legata alla diocesi di Piacenza e diventerà di competenza pavese a partire dal 1164. Da qui tanti nomi lombardi, dai Beccaria ai Martinengo, dai Simonetta agli Sforza, ai Bentivoglio, ai Del Carretto, agli Sforza marchesi di Caravaggio, fino a Bianca Maria che portò ai Doria. Vicende intricate e movimentate, tutte raccontate nel museo archeologico allestito nella Certosa Cantù.

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Nato nel 1974, dopo il restauro del Palazzo Certosa nel 1999, il museo ha acquisito il materiale proveniente dagli scavi più recenti effettuati nell’Oltrepò Pavese. Si presenta oggi con quattro sezioni.

Geologia e Paleontologia (fossili di forme di vita, sia marine che terrestri, che hanno preceduto l’arrivo dell’uomo in Oltrepò).

Preistoria e Protostoria (dal Neolitico del IV millennio a.C., con la capanna di Cecima, fino ai celti di II secolo a.C., passando per le età dei metalli. C’è tantissimo materiale, tra ceramica, pietra, bronzo, tra cui una rara testina di epoca celtica).

Età Romana, Tardoantica e Medievale. (dall’arrivo dei Romani nel III secolo a.C. in Oltrepò in poi, con numerosi corredi funerari della necropoli dell’Area Pleba di Casteggio. Notevoli gli oggetti in vetro, come un calice renano, un vassoio a stampo e uno specchio-, statuette di divinità e manufatti ceramici interessanti tra cui un grande dolium).

Collezioni (materiali donati da privati al comune di Casteggio).

Da anni il museo di Casteggio è all’avanguardia per attività didattiche e seminari di divulgazione archeologica e, in collaborazione con il CRIDACT, Centro di Ricerca Interdipartimentale per la Didattica dell’Archeologia Classica e delle Tecniche Antiche dell’Università degli Studi di Pavia.

Offre attività specializzate per le scuole che approfondiscono tanti diversi aspetti della vita quotidiana degli antichi. Ma anche le tecniche di scavo archeologico. Certosamente è l’ultima novità, a partire da dopo l’estate, progettata dalla cooperativa OltreConfine e sostenuta da Fondazione Cariplo: visite guidate teatralizzate per adulti e bambini, cacce al tesoro, degustazioni con attività teatrali, letture animate, ma anche audioguide narrate, video e percorsi formativi specifici per aumentare l’accessibilità e rendere “per tutti” la visita al museo. Intanto, fatevi un giretto qui www.museocasteggio.it mentre si scaldano i motori!

 

 

 

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