Bagno Vignoni, dove le terme si fanno territorio

Il piccolo borgo di Bagno Vignoni non ha le terme, è tutto terme.
Gli alberghi che lo animano sono solo l’esito moderno di un dono antico.
L’acqua che sgorga copiosa nel borgo, infatti, è benefica, curativa, risolutiva; per questo fin dal Medioevo fu luogo terapeutico e quindi turistico.
Persino Caterina da Siena si bagnò in queste acque, su imposizione della madre che sperava di fiaccare i rigori morali della fanciulla con il lusso e le blandizie di un luogo di incanto.
Ed infatti c’è da restare meravigliati raggiungendo Bagno Vignoni, che all’esterno non differisce in nulla da altri curatissimi paesi toscani.

Bagno Vignoni: Piazza delle Sorgenti vista dal loggiato di Santa Caterina

Un borgo con anima liquida

Eleganti cipressi accolgono il viandante come fronduti maggiordomi.
Edifici monocromatici, di sinuosa eleganza, fanno da guscio al paese.
Poi si entra e si rimane soggiogati dall’anima liquida del luogo.
La piazza, infatti, è una vasca termale, con tanto di polle e di vapori.
Immergersi lì non è possibile, ma basta spostarsi di poco, superando i vezzosi negozi per turisti che costituiscono un’attrazione nell’attrazione, e avventurarsi in ripida discesa.
Si troveranno rigagnoli di acque salubri che si intrecciano fra loro e che, anticamente, erano il motore di antichi mulini ipogei che stanno tornando visitabili.
Lì ci sono, ben nascoste da sguardi indiscreti, piccole vasche che potrebbero invogliare ad una sosta.

Mulini ipogei a Bagno Vignoni

Piazza delle Sorgenti a Bagno Vignoni

Non sono paragonabili alla Piazza delle Sorgenti, però, e quindi è giocoforza tornare indietro, riattraversare il Loggiato di Santa Caterina e fare il periplo della piazza almeno due volte, la prima per ammirare le acque, la seconda per apprezzare l’eleganza dei locali e dei negozi.
Bagno Vignoni è così: si visita in un lampo e poi torna alla memoria per tutta la vita.

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