Mentone

Appena varcato il confine dell’Italia, a Ventimiglia, cambia il vento, cambia l’atmosfera, cambia il panorama. No, non è vero, cambiano solo la lingua parlata e la segnaletica autostradale. La prima uscita che indica la segnaletica è Mentone, la prima cittadina oltre il confine. È questa la prima delle 3 località imperdibili della Costa Azzurra appena varcato il confine italiano. Pronti a partire?

Mentone
Panorama di Mentone

Mentone

Mentone, come tanti borghi liguri sul mare, ha due anime: la cittadina di mare, col porticciolo e le spiagge, con i negozietti e la piacevole passeggiata pedonale; e un’altra anima, più nascosta, più intima, che si scopre salendo al borgo medievale. Mentone infatti nasce, come tanti borghetti liguri, abbarbicata alla sua collinetta vicino al mare. Solo recentemente si è espansa scendendo a riva, in un’epoca in cui ormai non ci sono pirati che assaltano dal mare.

Anche se è una cittadina turistica proiettata sul mare, ciò che rende magica Mentone è proprio il borgo medievale, fatto di vicoli stretti (in Liguria sarebbero i carrugi) e di chiese la cui piazza è una terrazza che si affaccia, neanche a dirlo, sul mare. Perdersi tra questi vicoli è l’esperienza davvero da fare qui. Per fare shopping avrete a disposizione altre località della Costa Azzurra, parola mia.

Mentone
La piazza della chiesa nella città vecchia di Mentone: rivolta verso il mare

La Turbie

Questo è un luogo antichissimo. O meglio, intorno ad un monumento antichissimo è sorto poi un piccolo villaggio, La Turbie appunto, che ha avuto notorietà in anni recenti per essere stato uno dei teatri degli inseguimenti/sparatorie del film d’azione Ronin, con Robert De Niro.

In realtà La Turbie è importante per un monumento di età romana, il Trophaeum Augusti. Questo monumento è visitabile, e un piccolo spazio museale ne illustra la storia e il contesto di costruzione. Ma ve lo racconto in sintesi qui, che si fa prima.

la turbie
Il borgo de La Turbie, con l’imponente Trophaeum Augusti alle spalle. Credits: provenzafrancia.it

Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma, proprio non poteva sopportare l’idea che vi fosse tutta una serie di tribù e piccole popolazioni di là dalle Alpi che non volevano sottomettersi al volere di Roma. Così condusse tutta una serie di campagne militari volte alla sconfitta di questi gruppi di oppositori. Naturalmente la ferrea disciplina militare romana ebbe la meglio su tribù armate di disperazione e armi in ferro forgiato malamente. Quando finalmente Roma rappacificò, ovvero sottomise, le popolazioni alpine, per meglio imprimerlo nelle menti e nel territorio Ottaviano Augusto pose un grande monumento che portava su di sé l’iscrizione contenente tutti i nomi delle popolazioni sconfitte. Il monumento era un grande basamento quadrangolare sormontato da una sorta di tempietto circolare, colonnato, a sua volta con un tetto a cono, stando alle ricostruzioni. Sì, perché oggi buona parte di esso è perduta, andata distrutta, i materiali reimpiegati altrove. Ma il Trophaeum Augusti ancora oggi si vede dall’autostrada, se ci si fa attenzione. E rende La Turbie un luogo assolutamente meritevole di una visita.

Eze Village

Eze Village
Uno scorcio di Eze Village

Non si può non amare Eze. Questo piccolo village perché, ovvero abbarbicato alla sua montagna, col castello, o ciò che ne resta, in cima e a scendere tutte le case e i vicoli del borgo fino alla piccola chiesa, è davvero un luogo da sogno, romantico, sublime, che offre una splendida vista sul panorama circostante (che si spinge in basso fino a Montecarlo) e che regala scorci davvero unici e incantevoli, di giorno e di notte. Al castello, poi, c’è persino un piccolo orto botanico, mentre nel borgo non mancano i relais di lusso, anch’essi con vista sulla costa.

Ai piedi di Eze si trova anche una filiale della fabbrica dei profumi Fragonard di Grasse. Visitandola si può conoscere il processo produttivo che porta alla realizzazione di saponette, essenze, profumi, prodotti cosmetici. È d’obbligo uscire dalla fabbrica con una saponetta a forma di paperella: un classico dei souvenir intramontabile, ma dall’aria anni ’80, della Costa Azzurra.

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