E’ la montagna

La prima neve sulle cime più alte porta le avvisaglie del prossimo inverno, nelle gole si spegne il tintinnio dei chiodi da arrampicata, il battere cadenzato degli scarponi lungo i sentieri si fa rado e il ronzio dei raggi delle biciclette che fendono l’aria non interrompe più così di frequente il soffiare del vento, è la montagna. È arrivato il momento! Negli alpeggi si raduna il bestiame che ha goduto per tutta l’estate dei pascoli più ricchi, si scenderà presto a valle e sarà festa!

Ci sono luoghi in cui le mezze stagioni, quelle di cui spesso lamentiamo la mancanza, sono fondamentali per prepararsi a quelle estreme.

Per questo i momenti di passaggio nelle tradizioni e nelle culture più antiche sono celebrate in maniera particolare. In montagna per esempio, il rientro delle mandrie dai pascoli più alti è motivo di gran festa.  La smonticazione ci ricorda quanto sia stretto il legame con la natura e i suoi ritmi, oggi inoltre è l’occasione per mantenere vivi costumi e tradizioni.

Salire nelle valli alpine tra settembre e ottobre, può farcene gustare il sapore più autentico.Non solo nei piatti legati alle feste popolari, ma soprattutto riappropriandosi dei suoi ritmi, dei profumi e dei colori, ripercorrendo le mulattiere che portano a valle a passo del bestiame.

Un giorno di pioggia potrebbe essere l’occasione ideale per varcare la porta di qualche piccolo museo etnografico, come quello di Pieve di Livinalongo, per scoprire quanto ricchi e sempre attuali siano la cultura, gli usi, gli stratagemmi che hanno permesso di vivere per secoli tra queste montagne.

Dalla metà di settembre ai primi di ottobre, come un tam tam che rimbalza nelle valli dolomitiche tra Veneto e Trentino, si susseguono i festeggiamenti per il rientro dei malgari e del bestiame dagli alpeggi. A Selva di Cadore si assiste alla Desmontegada dalla Val Fiorentina, a Predazzo la Desmontegada avviene dalla Val di Fiemme. Nella Valle di Primiero si fa la Gran Festa del Desmontegar, mentre a Falcade in Val Biois, sulle Dolomiti Bellunesi, l’ultimo week end di settembre Se Desmonteghea.

Gli abiti tipici della festa escono da armadi e bauli, le donne si acconciano i capelli, gli uomini lustrano gli scarponi. Si intrecciano ghirlande di rami, fiori e nastri colorati per adornare gli animali.

Si raccolgono le masserizie che sono servite per vivere e lavorare durante l’estate in quota, tutti i prodotti di questo duro lavoro e ci si prepara a tornare in paese. I malgari si sono dati appuntamento lungo la strada principale per fare rientro insieme. Ancora non si vede nessuno ma, passo dopo passo i campanacci che dondolano al collo del bestiame si accordano a comporre una melodia che diventa sempre più forte. A questa, man mano che la carovana si avvicina, si uniscono gli strumenti musicali e le voci che cantano e salutano. Un corteo trionfale che celebra il lavoro, la passione per questi luoghi, i sentimenti e gli affetti. Si è tornati a casa ed ora è il momento di brindare, mangiare, cantare, ballare, di fare festa!

La foto di copertina è di A.Campanile visitfiemme.it

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