Luci d’artista: alla fine si è accesa anche L’Aquila.

Da qualche anno, nel periodo natalizio, l’Italia si sta illuminando. Non solo e non più con i festoni da sagra strapaesana che hanno furoreggiato nei decenni scorsi, ma con vere istallazioni d’artista. Queste riproducono, in un groviglio tridimensionale di fili, i simboli del Natale e la magia che lo contraddistingue.
Torino, Salerno, Bologna…e ora L’Aquila, che non ha nulla da invidiare alle città di più antica tradizione luminaria e che aggiunge al fascino intrinseco delle luci un valore simbolico immenso.

La luce sui simboli della città

Si illumina Collemaggio, restituita infine alla città e valorizzata da un grande cono di luce nei toni della facciata. Il prato curato e il vicino parco del Sole paiono riflettere questa nuova bellezza.
Si illumina il Parco del Castello

Con un’enorme Stella Cometa che fa da ponte fra l’antico maniero e il nuovo Auditorium progettato da Renzo Piano. Di fronte, nei suoi cangianti colori, è tornata a brillare la Fontana Luminosa. Essa rischiara le notti aquilane da gennaio a dicembre che per troppo tempo stettero buie e anonime, prima e dopo il sisma.

Si illumina la Villa Comunale

Con quattro renne ed una slitta che aggiungono colore alle luci dell’Emiciclo.


Si illumina piazza Duomo

Finalmente senza più ponteggi: la Chiesa delle Anime Sante appena restaurata, la Cattedrale in dirittura d’arrivo e, fra fontane e casette in legno del mercatino, una grande sfera colorata e un pacco dono che paiono caduti, per eccesso di opulenza, dal grande albero di Natale lì dietro.


Si illumina il Corso

In alto e in basso. Luci catarifrangenti animate da proiettori cangianti ci fanno passeggiare con il naso all’insù. Di fianco, ci entusiasma tra le sontuose istallazioni a tema natalizio, un cocchio trainato da cavalli.
Si illuminano i negozi del rinato centro storico

Che si fa centro commerciale open air e che invoglia migliaia di persone ad incontrarsi finalmente all’aperto, complice anche la neve, che rende anzi ancora più magica l’atmosfera.

L’unicità di L’Aquila

Quattro anni fa le luminarie che oggi fanno bella L’Aquila, imposero Salerno fra i grandi circuiti turistici: sono proprio le stesse, eppure sembrano diversissime perché il contesto cambia e ogni luce fa da puntaspillo ad un vero monumento che sembrava perduto per sempre e che torna oggi a dar vanto a L’Aquila e all’Italia intera.
Turista gentile, non storcere il naso se, girato l’angolo, troverai spente le luci e la vita, se lo sfregio talvolta è più grande del fregio (come ha detto una volta il grande poeta Franco Arminio, innamorato di L’Aquila e di ciò che rappresenta).
Se vuoi sapere che cos’è la resilienza, che cos’è la bellezza e che cosa l’orrore, vieni a l’Aquila oggi. Fra qualche anno non ci sarà più il buio a far risaltare, fino a renderla accecante, questa nuova luce.

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