Fuga da Alcatraz: è la prima cosa che mi viene in mente. The Rock la seconda.

Eppoi, sei a San Francisco e non vai ad Alcatraz? Beh, detta così sembra la solita cosa estremamente turistica, n’americanata, per dirla alla romana.

Ed invece e’ un’esperienza. Escursione iperorganizzata, liscia come l ‘olio.  Da prenotare in anticipo sul sito ufficiale  specialmente se si vuole “la serale” . Ne vale la pena? Sì.

Traghettare dal porto di San Francisco, attraversare la baia e vedere questa prigione avvicinarsi da i brividi.

Arrivare ed essere accolti dal personale in “divisa” che spiega come muoversi ti dà l’opportunità di iniziare a capire che sei ad Alcatraz, circondato dal mare.

Puoi avere l’auricolare all’entrata del penitenziario nella tua lingua e seguire, coi tuoi tempi, le varie tappe che ti porteranno ad immaginare la vita dei più pericolosi ceffi. Al Capone fu uno “degli ospiti” di Alcatraz e numerose sono le  foto nelle quali ci si può imbattere gironzolando.

Si può anche entrare in qualche cella opportunamente arredata dai “mobili” dell’epoca e quindi tentare di capire il concetto di “massima sicurezza”.

La cosa che più mi è rimasta impressa?

Affacciarmi nell’area “passeggio” e guardare la città in lontananza coi suoi grattaceli, strade e verde come a dire:” sono qui, sono bellissima, puoi ammirarmi ma non sei libero di vivere la mia bellezza perché sei in prigione”.

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