A cavallo tra la Campania e la Puglia e poco distante dalla Basilicata e anche dal Molise, i monti Dauni localizzati nella provincia di Foggia regalano smisurate sorprese. Scorci  fiabeschi, pendii morbidi e lussureggianti in cui fanno capolino borghi abbarbicati su costoni rocciosi, parchi archeologici, vallate, boschi, uliveti e campi. Questa è la Puglia che non ti aspetti. Intima e accogliente, tranquilla e autentica, lontana, ma non troppo, dalle mete più battute in estate. Io ho scelto di visitare Rocchetta Sant’Antonio, Ascoli Satriano e Candela per conoscere angoli preziosi e meno noti al turismo internazionale. Ho colto proprio l’invito del MIBACT che ha dichiarato il 2019 l’anno del turismo lento, quello che intende rilanciare gli angoli più nascosti della nostra Italia favorendo esperienze di viaggio meno consuete.

Rocchetta Sant’Antonio

Castello d’Aquino – Rocchetta


Rocchetta Sant’Antonio è un piccolissimo borgo situato su un’altura panoramica a cavallo tra Puglia, Basilicata e Campania. Già da lontano, percorrendo le sinuose vie che fendono gli immensi campi, in estate dedicati al grano, si scorge il profilo del castello rinascimentale, in pietra giallo ocra tipica del posto, che sovrasta il borgo. Una volta giunti al Castello D’Aquino la veduta è mozzafiato. Dona quella sensazione di infinito che ripaga la salita e si contrappone alla passeggiata tra le strette viuzze del centro storico. Qui si alternano palazzotti medievali e rinascimentali e piccole casette che ricordano addirittura l’origine normanna. Per immergersi nella natura e per comprendere il culto che sta a cuore a ogni abitante di Rocchetta consiglio di fare tappa al Santuario della Madonna del pozzo a pochi km dal centro abitato.

Qui è custodita la scultura in legno risalente al 18° secolo della Madonna e anche un enorme mosaico che rappresenta il miracolo dell’acqua legato appunto alla Madonna del Pozzo e al contadino assetato.

Dal pozzo  da cui si abbeverò il contadino è ancora possibile attingere acqua. Rocchetta Sant’Antonio è praticamente la punta estrema della provincia di Foggia ed è praticamente Irpina. Infatti è stata provincia di Avellino fino al 1939 e Francesco De Sanctis ( critico letterario, filosofo e primo Ministro dell’Istruzione dopo l’Unità di Italia) passando di qui per il suo viaggio elettorale se ne innamorò e la ribattezzò: Rocchetta la poetica.

Ascoli Satriano

I Grifi – Ascolti Satriano

Dal piccolo comune di Ascoli Satriano, affacciato sulla valle del fiume Carapelle, sono partiti i “Grifi”, la scultura in marmo, di era dauna, che ha rappresentato la Puglia all’Expo di Milano del 2015. Al cospetto di questa opera mostruosa e affascinante, che rappresenta due grifoni nell’atto di azzannare un cervo, si resta incantati per la monumentale dimensione, per il fine realismo e per la straordinaria policromia, ben conservata, che ne valorizza ogni singolo particolare. Il gruppo scultoreo è in esposizione presso il Museo Civico Diocesano dove, tra l’altro, sono conservati anche altre opere in marmo come lo spettacolare bacino rappresentante tre nereidi a cavallo di mostri marini.

L’insieme degli oggetti realizzati da marmo delle Cicladi  pare siano provenienti da botteghe di artigiani specializzati della Grecia Antica. Ascoli Satriano è ricca di tesori ed è anche nota per il parco archeologico caratterizzato dalla necropoli romana e da insediamenti pre romanici. La città è storicamente famosa per essere stata terreno di combattimento nel 279 a.C.  per la battaglia di Pirro tra romani e tarantini che si contendevano il controllo sulla Magna Grecia. Ma nella vicinissima Candela vi racconteranno che la battaglia non si è disputata ad Ascoli ma sui terreni candelesi. Gironzolando per il centro storico non dimenticate di tenere il naso all’insù per ammirare gli archi, tra cui quello di Porta Nuova e di Sant’Antonio, la Torre dell’Orologio e gli eleganti palazzi che si scoprono attraversando la trasonn ovvero gli stretti vicoli che incoraggiano a perdersi per gustare la lentezza del tempo che scorre. Nel groviglio di vicoli non sarà difficile arrivare davanti alla casa di Michele Placido, il noto attore che nacque proprio qui.

Candela

La Trasonna – Candela

A Candela, invece, andateci per godere dei meravigliosi panorami sulle colline circostanti, per visitare la Chiesa di San Tommaso con facciata romanica e con gli interni affrescati dedicati a San Rocco, il protettore della città, per ammirare il Palazzo Padula  e per attraversare la caratteristica Trasonna, ovvero la strada più stretta d’Italia.

Ma non è tutto qui. Oltre questo c’è tanto da scoprire nei dintorni con passeggiate a cavallo, facendo trekking, in auto e magari in scooter in primavera e estate. E poi lasciatevi tentare dalla tavola dove aci sono da assaggiare le orecchiette classiche e di grano arso, le infinite erbe selvatiche che profumano i piatti della tradizione, i taralli, le olive, gli ortaggi e la frutta ma anche i salumi e i formaggi. Pertanto non fermatevi qui, fate mille tappe, gironzolate, chiedete informazioni, lasciatevi guidare dai profumi,  ascoltate aneddoti e ricette, curiosate a più non posso e non resterete delusi. 

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